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Credito di Imposta per attività di Ricerca e Sviluppo

Credito di Imposta per attività di Ricerca e Sviluppo

Posted on 24 dicembre 2017 by in Senza categoria with Commenti disabilitati

Le aziende italiane con almeno 30.000 Euro di spese in attività di ricerca e sviluppo possono accedere all’agevolazione di credito d’imposta nell’anno successivo. Il contributo è relativo a ciascuna annualità fino al 2020 incluso, per tutte le spese sostenute per attività di sviluppo, innovazione tecnologica, progettazione e ricerca. Le spese agevolabili sono quelli incrementali rispetto al triennio 2012-2014.

Per il 2017 il Ministero ha introdotto l’aumento al 50% della agevolazione su tutti i costi relativi alla ricerca e sviluppo, e per tutto il personale interno coinvolto, condizione prima riferita solo al personale ricercatore con laurea magistrale.

Le spese ammissibili includono:

  1. Personale coinvolto nei progetti di ricerca e sviluppo;
  2. Strumenti e attrezzature di laboratorio (quote di ammortamento, canoni leasing, costi di noleggio);
  3. Contratti di ricerca con università, enti di ricerca, imprese, start-up innovative;
  4. Privative industriali (brevetti, marchi, diritto d’autore);
  5. Certificazione contabile per le imprese non soggette a revisione contabile e prive di collegio sindacale.

Smartman mette a disposizione dei propri clienti esperti tecnici che mediante incontri in azienda mirati ricostruiscono e verificano la fiscalità per gli anni 2012-2014 per quantificare la media di spesa in ricerca e sviluppo. Valutano le attività dell’anno in corso che possono essere ricondotte ad attività incentivabili. Redigono la documentazione formale necessaria per l’attività di ricerca e sviluppo, calcolando l’importo incrementale incentivabile. L’analisi viene rendicontata in un rapporto tecnico in termini di costi e risorse sostenuti. Il documento tecnico viene poi certificato da parte di Revisore iscritto all’albo se richiesto.

Il Credito di imposta per attività di Ricerca e viluppo e cumulabile con gli altri strumenti emanati dal Ministero dello Sviluppo Economico, quali: Industria 4.0, Nuova Sabatini, Patent Box, Fondo di Garanzia per le PMI, etc.

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Smartman e Koinè una partnership per il mercato asiatico

Smartman e Koinè una partnership per il mercato asiatico

Posted on 23 dicembre 2017 by in Senza categoria with Commenti disabilitati

We are delighted to inform that Koinè Global Consulting Pte. Ltd. and Smart-man s.r.l. have signed a mutual agreement in the field of companies’ internationalization. The agreement will ensure entrepreneurs based in Europe to access partners’ scouting, feasibility studies, distributors search and all those services related to open up new local organizations in the main Asian countries, with the aim to provide a comprehensive service to those companies who are looking to expand their interests in new markets and new products in Asia.

Both Koinè and Smart-Man will be happy to support those companies who want to explore a wider market extension as well as partners research in a global perspective. We are also happy to inform that Koinè and Smart-Man together can act as the T.E.M. Temporary Export Manager as indicated by the Italian MISE (Ministero dello Sviluppo Economico).

Koinè is a reputable consultancy company based in Singapore with a proven record of activities in the field of industrial support. Koinè operates providing tailored solutions to the client needs gained in many multicultural, multinational and complex organizations around the world. Koinè can be distinguished from other advisory companies as it offers projects specifically designed to accomplish the clients’ needs.

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Temporary Export Manager – Voucher MiSE per Internazionalizzazione

Temporary Export Manager – Voucher MiSE per Internazionalizzazione

Posted on 23 dicembre 2017 by in Senza categoria with Commenti disabilitati

Il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato il Decreto con la nuova lista delle società accreditate per l’erogazione di TEM (Temporary Export Manager) per servizi di internazionalizzazione.

Smartman srl, già accreditata nella prima lista del 2015, è stata confermata nel nuovo Decreto.

Al fine di confermare il proprio posizionamento sul mercato, Smartman ha siglato diversi acordi per stabilire la propria presenza su mercati internazionali strategici ed in particolare a Singappore e Svizzera, paesi considerati come porte di accesso sui mercati rispettivamente asiatici e nord europei.

Nell’ambito dell’erogazione dei Voucher MiSE per l’internazionalizzazione, Smartman è disponibile ad incontrare i propri clienti e formulare piano export compatibili con le esigenze e opportunità di mercato.

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Internazionalizzazione – Voucher MiSE 2017

Internazionalizzazione – Voucher MiSE 2017

Posted on 21 settembre 2017 by in Senza categoria with Commenti disabilitati

Pubblicato il decreto per le politiche internazionalizzazione e la promozione degli scambi dove il Ministero dello Sviluppo Economico ha definito le modalità operative e i termini per la richiesta e la concessione dei “Voucher per l’internazionalizzazione”, finalizzati a sostenere le PMI e le reti di imprese nella loro strategia di accesso e consolidamento nei mercati internazionali con 26 milioni di risorse stanziate, ai sensi del DM 17 luglio 2017.

E’ la seconda edizione di questo strumento di sostegno all’internazionalizzazione delle PMI. Ecco le novità:

– Anche le PMI costituite in forma di società di persone potranno presentare la domanda;
– Sono previsti contributi a fondo perduto di diversa entità, a seconda delle esigenze dei beneficiari;
– E’ previsto uno stanziamento di risorse comunitarie per le Regioni Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Basilicata;

Le PMI che intendono richiedere l’accesso ai voucher potranno iniziare la compilazione on-line della domanda a partire dal 21 novembre 2017. L’apertura dello sportello è prevista dalle ore 10.00 del 28 novembre 2017.

In particolare, per agevolare le imprese, il bando stabilisce che, a partire dalle ore 10.00 del 21 novembre 2017, le imprese interessate potranno iniziare la compilazione della domanda di accesso alle agevolazioni tramite l’apposita procedura informativa resa disponibile nell’apposita sezione “Voucher per l’internazionalizzazione” del sito internet del Ministero.

Le domande di accesso completate e firmate digitalmente dovranno essere presentate esclusivamente online a partire dalle ore 10.00 del 28 novembre 2017 e fino al termine ultimo delle ore 16.00 del 1° dicembre 2017.

Smartman, società di Consulenza Manageriale, è a Tua disposizione per ogni richiesta di supporto relativo a questo bando e a progetti di internazionalizzazione.

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Smartman al Remtech – Edizione 2017

Smartman al Remtech – Edizione 2017

Posted on 17 settembre 2017 by in Senza categoria with Commenti disabilitati

Smartman società di consulenza manageriale e progetti di internazionalizzazione sarà presente anche quest’anno al RemTech, l’evento italiano più specializzato sulle bonifiche dei siti contaminati, la protezione e la riqualificazione del territorio. Si rivolge a una community qualificata e diversificata, composta da società private, enti pubblici, università e centri di ricerca, associazioni, professionisti, mondo dell’industria, comparto petrolifero e real estate.

Smartman si propone con servizi di gestione e sviluppo del business per quelle società che hanno bisogno di sviluppare il proprio posizionamento strategico anche in mercati esteri.

L’identità delle imprese e delle tecnologie che saranno presenti al RemTech sono senza dubbio di interesse a livello internazionale. Il ruolo di Smartman è quello di agevolare lo sviluppo del Made in Italy verso mercati esteri anche attraverso l’utilizzo di bandi pubblici.

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Farete 2017 – Riapre il bando internazionalizzazione

Farete 2017 – Riapre il bando internazionalizzazione

Posted on 7 settembre 2017 by in Senza categoria with Commenti disabilitati

Farete 2017 – Riapertura del bando per PROGETTI DI PROMOZIONE DELL’EXPORT PER IMPRESE NON ESPORTATRICI E PER LA PARTECIPAZIONE A EVENTI FIERISTICI 2017. Il bando per PROGETTI DI PROMOZIONE DELL’EXPORT PER IMPRESE NON ESPORTATRICI E PER LA PARTECIPAZIONE A EVENTI FIERISTICI 2017, dall’ 11 settembre.

Approvato con deliberazione n. 452/2017 viene modificato con la deliberazione n. 1262 del 28/08/2017 per chi farà domanda a partire dall’11 settembre 2017. La modifica prevede che le attività previste dai progetti presentati al secondo periodo di apertura del bando (11 settembre – 11 ottobre 2017) si concludano entro il 31 luglio 2018 e che le spese relative a tali progetti siano rendicontate alla Regione, secondo quanto previsto all’art. 12 del bando, entro il 21 settembre 2018.

Siamo a disposizione per ogni Vostra esigenza e supporto.

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Ferrara -A breve il bando per la partecipazione a fiere internazionali

Ferrara -A breve il bando per la partecipazione a fiere internazionali

Posted on 28 dicembre 2016 by in Senza categoria with Commenti disabilitati

“Supportare le imprese ferraresi nel far conoscere i propri prodotti e servizi ai mercati di tutto il mondo: questo l’obiettivo della Giunta della Camera di commercio che, nelle prime settimane del prossimo anno, metterà a disposizione degli imprenditori della provincia contributi a fondo perduto per la locazione di spazi espositivi, l’allestimento degli stand, l’acquisto di servizi di interpretariato, le spese di trasporto a destinazione, assicurazione e movimentazione di materiali e prodotti destinati all’esposizione fieristica, la realizzazione di materiale di comunicazione aziendale da esibire o distribuire in fiera come brochure, cataloghi, filmati o presentazioni aziendali e inserzioni pubblicitarie.”


Per le 1.100 imprese intervistate dall’Ente di Largo Castello, infatti, le fiere ancora consentono di sviluppare in proprio la conoscenza diretta dei gusti, delle abitudini, delle esigenze dei vari segmenti di mercato, nonché di migliorare progressivamente l’apprendimento delle differenti modalità di comunicazione con i clienti. In particolare, tra i benefici segnalati dagli imprenditori, l’alta concentrazione di pubblico e di concorrenti; la possibilità concreta di valutare ‘in diretta” le reazioni del potenziale cliente; l’incentivazione delle motivazioni all’acquisto; l’accesso ad un pubblico non sempre noto; il rapporto costo/contatto molto contenuto; lo sviluppo dell’immagine dell’azienda; l’avvio di relazioni commerciali; l’ampliamento della rete di rappresentanti o clienti; il confronto con la concorrenza; il sondaggio sull’accettazione di nuovi prodotti e servizi; la conduzione di una idonea ricerca di mercato; la raccolta di ordini e/o la creazione delle le premesse per ottenerli in seguito.
Nel 2016, intanto, sono stati 71 i programmi di investimento all’estero finanziati dalla Camera di commercio, di cui il 42% al di fuori dell’Unione Europea. “Una risposta – per il presidente dell’Ente camerale, Paolo Govoni – che è andata ben oltre le nostre aspettative grazie all’adesione di tante piccole e medie imprese che hanno deciso di investire sui mercati internazionali in innovazione e qualità, requisiti indispensabili per restare sul mercato, specie in una fase congiunturale così difficile”.

Smartman è una società di consulenza manageriale specializzata in programmi di internazionalizzazione. E’ accreditata presso il Ministero dello Sviluppo economico e presso la Regione Lombardia per la fornitura di servizi di Export management. Siamo specializzati a creare piani di sviluppo di impresa per l’internazionalizzazione.

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Formazione, un’intesa per sfruttare l’esperienza dei manager per l’innovazione di impresa

Formazione, un’intesa per sfruttare l’esperienza dei manager per l’innovazione di impresa

Posted on 10 settembre 2016 by in Senza categoria with Commenti disabilitati

Questa intesa offre un’opportunità agli attori coinvolti di confrontarsi e di pensare a percorsi condivisi, con l’obiettivo di contribuire al rafforzamento competitivo del sistema produttivo e alla valorizzazione delle competenze e dei saperi– spiega l’assessore regionale alla Formazione e al Lavoro Patrizio Bianchi-. In particolare sarà possibile avere ulteriori contributi per la promozione della cultura manageriale sperimentando nuove metodologie per la  continuità d’impresa”.
“La forza del nostro territorio sono sempre state le persone- ribadisce l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi-. Su questo dobbiamo puntare per portare i territori a interpretare bene se stessi nelle nuove geografie economico-sociali. Il nostro sforzo è puntare su ricerca e innovazione perché il nostro ecosistema regionale sia all’altezza e giochi le sue carte sull’economia della conoscenza e dell’innovazione. Un passaggio importante che non può prescindere dalla formazione e valorizzazione del capitale umano”.
“Questo protocollo è un atto lungimirante- osserva Stefano Cuzzilla, presidente Federmanager-. Riconosce, infatti, che esiste un’interdipendenza tra lo sviluppo economico e lo sviluppo delle risorse umane su cui è assolutamente prioritario investire. I nostri manager sono portatori di innovazione: in un contesto economico sempre più globale e sempre meno prevedibile, l’apporto dei nostri colleghi diventa cruciale per restare competitivi. Per vincere questa sfida dobbiamo quindi perseguire il necessario rinnovamento culturale e il ripensamento di modelli organizzativi e di business, privilegiando proprio la dimensione territoriale”.

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L’importanza del risk management per il successo delle imprese

L’importanza del risk management per il successo delle imprese

Posted on 18 marzo 2016 by in Marketing with Commenti disabilitati

L’enfasi sugli obiettivi di risultato di breve periodo troppo spesso lascia poco spazio alla valutazione e alla quantificazione del rischio associato alle diverse scelte aziendali. Si tratta invece di un tema di vitale importanza: per creare valore e cogliere le opportunità del business è necessaria la presenza costante, all’interno del sistema decisionale e di controllo delle organizzazioni, di competenze e attività dedicate

di Marco Giorgino, Ordinario di Finanza Aziendale e Risk Management, Politecnico di Milano e MIP

1. Premessa 

La storia dei sistemi economici e dei mercati finanziari degli ultimi anni è stata caratterizzata da molti casi di crisi e, nelle situazioni più patologiche, di dissesti che hanno certamente lasciato il segno. È difficile trovare un “trait d’union” tra tutti. C’è però un elemento molto ricorrente che caratterizza queste situazioni negative: è il disallineamento tra profili di rendimento e profili di rischio nell’ambito del sistema decisionale e di governance delle aziende. La forte enfasi data alla necessità di raggiungere obiettivi di risultato soprattutto nel breve periodo ha spesso lasciato poco spazio alla valutazione, e alla quantificazione ove possibile, del rischio associato a determinate tipologie di scelte. Il risultato è stato che si è verificato un disallineamento tra la massimizzazione dei risultati rispetto alla capacità di imprese e società bancarie e finanziarie di creazione del valore.

Non è un caso, pertanto, che una delle più importanti eredità che la storia degli ultimi anni ci lascia è la crescente attenzione alle tematiche di valutazione e gestione del rischio, in una parola quello che comunemente viene denominato risk management.

2. Definizione di risk management
Una definizione teorica è quella che vede il risk management definito come quell’insieme di azioni intraprese dalle aziende nel tentativo di alterare e controllare il livello di rischio associato alle linee di business e, in generale, all’impresa nel suo complesso. La valenza gestionale di questa definizione è quella di identificare i rischi associati a determinate scelte strategiche e operative dell’impresa e di assumere decisioni sulle modalità attraverso cui trattare tali rischi. Ci sono, tuttavia, alcune assunzioni errate rispetto al risk management che sarebbe opportuno puntualizzare.

Innanzitutto, è errato pensare che il rischio sia solo negativo (downside risk). L’innovazione e la capacità di cambiamento sono per definizione portatori di rischio ma sono, allo stesso tempo, generatori di opportunità in grado di creare valore per l’impresa (upside risk). Assumere una valenza esclusivamente negativa del rischio potrebbe portare all’immobilismo decisionale e al non cogliere e al non costruire determinate occasioni che, nel tempo invece, potrebbero rivelarsi di successo. Di conseguenza, è errato pensare che evitare il rischio sia per definizione una strategia vincente.

Oggi più che mai questo potrebbe essere dimostrato. Le imprese di successo, infatti, sono proprio quelle che investono e che hanno nell’innovazione e nel cambiamento alcune delle leve principali di sviluppo, con un governo del rischio che consente di cogliere le opportunità.

La disciplina del risk management ha avuto un’evoluzione molto rilevante con un’accelerazione forte proprio negli ultimi anni, nel periodo post-crisi. Da una visione estremamente ‘assicurativa’ del rischio, che ha portato nel tempo ad una ricerca di trasferimento del rischio verso l’esterno, in primis verso il mondo delle assicurazioni, si è passati ad una visione più ‘gestionale’, che porta alla necessità di trattare il rischio in modo più ‘attivo’ valutando cosa è opportuno trasferire e cosa invece è necessario, per cogliere i vantaggi di certe scelte, trattenere e finanziare internamente. Nell’evoluzione dell’approccio, si è assistito anche ad un allargamento sempre più ampio e complesso delle varie tipologie di rischio cui l’impresa è esposta. Tale evoluzione ha riguardato anche le competenze e le professionalità necessarie per assolvere al ruolo di risk manager.

Da una lettura storicamente più vicina alla figura dell’insurance manager, si è andati verso competenze più gestionali, che richiedono, da un lato, una maggiore conoscenza del business e dei suoi processi chiave, così come dei mercati finanziari dove poter trovare risposte alle esigenze di copertura ma anche elementi a supporto dell’interpretazione dell’evoluzione dell’impresa, e, dall’altro, una solida base quantitativa a supporto delle necessarie modellizzazioni per la misurazione e la gestione del rischio. La mappatura dei rischi dell’impresa oggi è un’attività estremamente articolata che passa attraverso un’attenta valutazione dei processi di business, del posizionamento sui mercati, del rapporto con intermediari e operatori finanziari, del modello organizzativo. Una recente analisi sulla mappatura dei rischi1 in un segmento molto importante del sistema imprenditoriale italiano, quale quello delle piccole e medie aziende, evidenzia la percezione dell’esposizione al rischio in tre principali categorie: a) rischi strategici, b) rischi finanziari, c) rischi operativi.

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La declinazione di tali categorie in un dettaglio maggiore vede come rilevanti, nell’ambito dei rischi strategici, i rischi di concentrazione del portafoglio sia da un punto di vista di mercato che da un punto di vista di prodotto, i rischi regolamentari, ossia di adeguamento e compliance alla normativa, e, in misura sempre più crescente, i rischi reputazionali, uno dei principali elementi di novità emerso negli ultimi anni. Un’analisi più attenta sulla categoria dei rischi finanziari lascia emergere, come sarebbe ovvio attendersi, il rischio di credito, tema di forte criticità del momento, inteso come deterioramento delle posizioni creditorie, derivanti sia da attività commerciali sia da attività finanziarie, conseguenza dell’incremento della probabilità di insolvenza delle controparti.

Significativi, seppure in misura minore, i rischi di liquidità e quelli di tasso di interesse, legati ad andamenti imprevisti della dinamica finanziaria, da un lato, e a oscillazioni inattese dei tassi di interesse unite allo squilibrio delle strutture di attivo e passivo, dall’altro. Sul fronte, infine, dei rischi operativi, di spicco sono i rischi associati alla strutturazione dei processi aziendali e quelli collegati alla condotta dei manager e dei dipendenti, tema questo molto sentito anche in relazione alla disciplina regolamentare sulla responsabilità delle persone giuridiche.

Il quadro che ne emerge è composito e articolato. È espressione, non solo nell’esempio delle PMI ma estendibile a tutto il mondo dell’economia e della finanza, pur con differenti profili e connotazioni, di una crescente attenzione e consapevolezza sulla disciplina del rischio.

Le evoluzioni che mercati finanziari e sistemi economici hanno avuto negli ultimi cinque anni almeno hanno portato ad alzare il livello di attenzione e, di conseguenza, il volume di risorse dedicato alle attività di risk management in imprese, banche, assicurazioni, società finanziarie. Sono due almeno le categorie di fattori che hanno spinto verso tali evoluzioni.

Da un lato, ci sono i fattori normativi e regolamentari. La risposta in termini di regole e nuova normativa alle crisi recenti è stata importante. Alcuni settori in particolare sono stati oggetto di una revisione significativa del sistema regolamentare. Spesso, infatti, la risposta alle crisi o ai fallimenti di grandi aziende o di importanti istituzioni è una risposta regolamentare. E altrettanto spesso il contenuto regolamentare è un contenuto focalizzato sulla disciplina nell’assunzione, nella misurazione, nella gestione dei rischi. I settori bancari e finanziari sono storicamente settori regolamentati e vigilati. E sono stati fortemente interessati, in passato e in tempi più recenti, da questo tipo di evoluzione. Altra categoria è rappresentata da fattori economici e finanziari. Le risposte regolamentari sono anche la risposta a fattori economici e finanziari che evolvono. È importante, tuttavia, tenere separate queste categorie sia perché non tutti i settori sono regolamentati e vigilati sia perché i comportamenti delle aziende in questo caso non sono forzati da regole ma sono guidati e decisi da valutazioni discrezionali. Esempi di fattori evolutivi in tal senso sono la maggiore integrazione, fino alla globalizzazione in alcuni casi, dei mercati che espone le imprese a fattori, una volta poco considerati, che possono modificare i propri risultati attesi.

Altro esempio è la crescente difficoltà nella gestione delle posizioni creditorie, dovuta al deterioramento di ampi comparti dell’economia. Questo fattore sta portando le imprese più attente a costruire e ad intensificare, anche con risorse dedicate, processi di selezione e di monitoraggio della clientela molto più articolati e sofisticati.

La distinzione tra fattori regolamentari e fattori economici è importante. È spesso una chiave di lettura che consente di cogliere la differenza tra chi è ‘obbligato’ a costruire e implementare sistemi di gestione dei rischi perché deve aderire a norme e codici e chi invece decide discrezionalmente di farlo perché ne valuta positivi gli effetti. Con questo non si vuole affermare che i settori regolamentati siano passivi ma certamente hanno una spinta in più. Tale differenza, peraltro, potrebbe essere letta anche come differenza tra approccio ‘formale’ e approccio ‘sostanziale’ alla costruzione del sistema di gestione dei rischi.

4. Alcune ‘regole’
La funzione di risk management all’interno delle organizzazioni aziendali assume ormai da tempo una rilevanza significativa. Le modalità attraverso cui, però, tale funzione sviluppa le proprie attività sono varie e possono essere valutate attraverso diversi livelli di integrazione rispetto al resto della struttura. Il punto è centrale. La funzione è integrata e supporta i processi chiave dell’impresa pur mantenendo la sua indipendenza oppure la funzione esercita esclusivamente un ruolo di monitoraggio e di misurazione in una logica di controllo? Alcuni principi generali potrebbero aiutare nell’interpretare e costruire il ruolo della funzione in una chiave costruttiva, sostanziale, attiva.

  1. La funzione deve contribuire alla creazione del valore. Se si parte da modelli valutativi che basano il proprio funzionamento sull’equilibrio tra rendimento e rischio, ciò vuol dire che nell’ambito del sistema decisionale aziendale la valutazione dei rendimenti non può prescindere dalla determinazione del rischio associato a quei rendimenti ed è per questo che sempre più diffusi sono gli indicatori risk-adjusted nella misurazione delle performance aziendali.
  2. La funzione deve essere coinvolta nei processi di pianificazione strategica. Il livello di coinvolgimento sia sostanziale e non una mera questione formale. Nel momento in cui il top management dell’azienda prende decisioni strategiche, all’interno del processo decisionale, in modo indipendente, l’attività di risk management deve contribuire indirizzando la decisione dove il profilo rendimento-rischio possa essere ottimizzato.
  3. La funzione deve essere parte integrante del sistema di governance e organizzativo. Spesso ci si interroga su quale sia la collocazione più corretta affinché la funzione assolva nel migliore dei modi al proprio ruolo. Da un lato, c’è la necessità che essa eserciti un ruolo di contributore al processo decisionale, ed è per questo che risulta opportuno tenerla molto vicina ai ruoli e ai processi di business. Dall’altro, c’è l’importanza di considerarla come l’elemento di garanzia affinché le risk policies definite dal consiglio di amministrazione, con il supporto eventuale di comitati consultivi (es. comitato per il controllo interno), siano rispettate quando sono prese decisioni, a tutela del patrimonio aziendale.
  4. La funzione identifica il rischio per poterlo gestire. Fondamentale è il ruolo della funzione nell’assessment del rischio al fine di poter definire quali sono le più opportune modalità di gestione, ossia le strategie attraverso cui trattarlo. Considerando le categorie di rischio che classificano il rischio sotto i profili strategici, finanziari ed operativi, si può osservare come (Figura 2) le imprese italiane, che pur manifestano ancora una rilevante incidenza delle soluzioni di risk transfer, siano diventate più attive. Il trasferimento del rischio, infatti, è stato sovente la soluzione, attraverso la ricerca di prodotti e strumenti nel mercato assicurativo e finanziario. Negli ultimi tempi, a questo, si sono accompagnate soluzioni di gestione del rischio vere e proprie. È, infatti, un dato importante quello relativo alla scelte di risk reduction e di risk retention. Alla riduzione del rischio si perviene attraverso un’analisi dei processi aziendali che consenta di cogliere per ogni fattore la probabilità di accadimento e l’impatto eventuale. Così facendo, è possibile identificare soluzioni che mirino a ridurre tali probabilità e a mitigarne gli effetti, arrivando a ‘ritenere’ quei rischi che è opportuno l’azienda corra per poter generare valore e che, pertanto, dovranno essere finanziati internamente con una adeguata capitalizzazione.
  5. La funzione evolve con l’evoluzione del business dell’azienda. La funzione è parte integrante dell’impresa. Pertanto, è molto importante che essa abbia un’evoluzione che tenga conto, da un lato, dell’evoluzione del modello di business e dei processi dell’impresa, e, dall’altro, dei cambiamenti che intercorrono sui mercati finanziari e nei sistemi economici.

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5. Conclusioni
Le crescenti sfide che caratterizzano aziende industriali, bancarie, assicurative e finanziarie richiedono la presenza costante all’interno del sistema decisionale e di controllo di tali organizzazioni di competenze e attività dedicate che consentano di non perdere mai la vista su quale sia il profilo di rischio. È tema centrale nella vita delle aziende. È importante, però, che tale presenza abbia una natura di sostanza e non serva solo ad ottemperare a dettami normativi o a costruire soluzioni di facciata che nulla servono rispetto ad una gestione responsabile del business e ad una sostenibilità della vita di tali aziende nel tempo.

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ISO 14000:2015 – Modulo formativo – 5 Febbraio 2015 – Riqualifica per Auditor

ISO 14000:2015 – Modulo formativo – 5 Febbraio 2015 – Riqualifica per Auditor

Posted on 16 gennaio 2016 by in Marketing, Senza categoria with Commenti disabilitati

Smartman srl in collaborazione con Certiquality organizza questo modulo formativo che presenta le novità introdotte dall’edizione 2015 alla norma ISO 14000.

SCONTO DEL 15 % AI PROPRI CLIENTI.

Il corso è organizzato per il giorno 5 Febbraio 2016 e si terrà presso il CONSORZIO FERRARA INNOVAZIONE a Ferrara Via Mons. Maverna 4.

Il corso presenta le novità introdotte dall’edizione 2015 alla norma ISO 14001. E’ quindi adatto per chi già conosce l’edizione precedente della norma.  Buona parte della giornata sarà dedicata all’approfondimento dei nuovi requisiti ed alle modifiche su quelli esistenti. Verrà poi presentato un caso   studio che permetterà un approfondimento ulteriore. Per coloro che vogliono aggiornare la propria  qualifica di auditor è previsto un esame finale al  superamento del quale verrà emesso un attestato di riqualifica.

Si prega di scaricare il modulo di iscrizione dal seguente link.

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